La Cianotipia virata al Tè

Dal Blu di Prussia al marrone

La cianotipia virata al tè

La cianotipia

La Cianotipia è probabilmente la tecnica di stampa antica che più si presta al viraggio.
Da molti il suo caratteristico colore Blu di Prussia viene considerato più un difetto che un pregio e questa sua caratteristica la rende nuovamente appetibile al grande pubblico.

Io personalmente amo la classica Cianotipia Blu di Prussia perché conferisce a tutte le fotografie un tono inusuale e affascinante.
Se ben eseguita, un Cianotipo è bellissimo, con blu intensi e moltissime delicate sfumature di ciano chiaro.

Il viraggio al tè

La Cianotipia può essere virata con una infinità di elementi, molti dei quali di uso comune.
Il Caffè (in polvere o solubile) e il sono gli ingredienti maggiormente utilizzati ma si possono trovare fonti di acido tannico nel Tannino utilizzato nel processo di vinificazione alle cortecce di piante come quercia, castagno, abete, acacia.
La soluzione definitiva è l’utilizzo di acido tannico puro ma ciascuno di questi elementi produce un effetto diverso (anche profondamente) e difficilmente replicabile perciò la scelta è fortemente soggettiva.

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La Cianotipia virata al Tè: gli ingredienti

Dedicherò un articolo a parte per il procedimento di viraggio in dettaglio.

Per queste fotografie, che ritraggono due delle dodici statue raffiguranti gli Apostoli custodite nel Tempio di Santa Maria della Consolazione di Todi, ho utilizzato della Soda Solvay (carbonato di sodio puro al 99%) per la parte della sbianca e del Tè classico per il viraggio vero e proprio.
Ho alternato, per circa tre ore, un bagno in carbonato di sodio di circa 30 secondi con un lavaggio nel Tè di almeno 10 minuti.
Più sono i passaggi e più la stampa si allontana dal suo caratteristico colore blu per acquisire una tonalità sempre più marrone perdendo, via via, anche un po’ di contrasto.

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