Stampa al Platino e Palladio

STAMPA AL PLATINO E PALLADIO

Stampa al platino e palladio, l’arte del bianco e nero d’autore

Mi sono avvicinato alla stampa platino palladio diversi anni fa, spinto dalla ricerca di un modo alternativo di stampare le mie fotografie.
In particolare, cercavo un sistema per rendere ogni singola stampa “unica”, conferendole peculiarità irripetibili dovute al caso e alla mia interpretazione.
La mia attenzione si è quindi concentrata sulle antiche tecniche di stampa, poiché queste coinvolgono l’applicazione manuale dell’emulsione sensibile con un pennello. In questo modo, anche la semplice texture data dal pennello fa sì che ogni stampa, anche se originata da un unico negativo, sia unica e originale.
Tra le molte disponibili, ho scelto quella che utilizza due metalli preziosi come il platino e il palladio. Questa è, infatti, una delle tecniche di stampa più raffinate e rare anche oggi.
Conferisce alla fotografia, rigorosamente in bianco e nero, una straordinaria gamma di toni.

La storia della stampa in bianco e nero perfetta

La platinotipia risale alla seconda metà del 1800, quando furono osservati per la prima volta gli effetti della luce sul platino. William Willis fu il primo a brevettare la tecnica di stampa per il Platino e il Palladio nel 1873.
La platinotipia è complessa e sotto alcuni aspetti costosa ma rimane il punto di arrivo della stampa fotografica in bianco e nero anche oggi. La difficile disponibilità dei materiali e il loro alto costo la rendono una tecnica poco utilizzata e quindi poco conosciuta.

Stampa al Platino e Palladio

Tecnica antica con fotografia moderna, è possibile?

Personalmente adoro questo aspetto! Quando realizzo le stampe in Platino e Palladio, sento il forte legame tra l’antico e il moderno. Questo mi entusiasma davvero!
Il Platinotipo richiede una stampa a contatto, vale a dire che il negativo viene messo in contatto diretto con l’emulsione sensibile e deve essere di medio/grande formato.

Negativi da file digitali di grande formato

L’avvento del digitale ha notevolmente facilitato questo aspetto permettendo di realizzare grandi negativi senza necessariamente dover passare attraverso la creazione di un inter negativo analogico. Con l’esperienza dovuta, si possono ottenere ottimi risultati anche partendo da un negativo non tradizionale.
La parte che trovo più difficile in tutto il processo è paradossalmente proprio la realizzazione del negativo, partendo da una fotografia digitale. La risposta dinamica del Platino e del Palladio alla luce ultravioletta non è lineare rispetto all’inversione dei toni di un file digitale e quindi è necessario regolare la densità dell’inchiostro del negativo per compensare.
Questo passaggio è il più difficile e personale in quanto influenza decisamente il successo del processo di stampa in Platino e Palladio.
In breve, dobbiamo assicurarci che ad ogni punto del negativo “digitale” corrisponda un corretto punto di grigio sulla stampa finale.

Platino Palladio
Stampa al Platino e Palladio

La procedura della Stampa al Platino e Palladio

Una volta creato il negativo, il processo di stampa diventa relativamente semplice. Si inizia tagliando la carta alla dimensione desiderata. Utilizzo l’Arches Platine o il Bergger COT 320 e, più raramente, il Washi 45gr. È necessario evitare l’uso di strumenti metallici poiché le schegge che potrebbero generarsi nel tagliare la carta potrebbero influire negativamente sulla stampa. Infatti, l’emulsione reagisce con il metallo. Si prepara l’emulsione con il giusto equilibrio di Platino, Palladio, Ossalato di Ferro e agente di contrasto (se necessario). Poi si spalma sul foglio con movimenti fluidi. Questa parte determinerà la resa finale dell’area esterna della stampa dandole l’aspetto tipico “a pennellata”.

Fase dell’esposizione

Si procede poi a posizionare il negativo e alla successiva fase di esposizione dopo circa 30 minuti. Durante questo tempo l’emulsione si asciugherà. Ottengo l’irradiazione ai raggi ultravioletti tramite un’apposita lampada che ho realizzato con l’aiuto di un elettricista e un po’ di fai-da-te. Anche questa è una caratteristica tipica della stampa. La qualità del bromografo, determinerà il tempo di esposizione e la sua qualità. L’altezza, il numero di lampade e la loro potenza determineranno il tempo di esposizione. Questo, di solito, non è inferiore a 10 minuti.

Fase dell’esposizione

Terminata la fase di esposizione, inizia la parte più emozionante dello sviluppo. A differenza della stampa ai sali d’argento, la stampa al platino e palladio si rivela in pochi istanti. Lo sviluppo completo, tuttavia, richiede circa 2 minuti. Si procede quindi alla fase di chiarificazione con tre lavaggi consecutivi in acido citrico. Tutto il lavoro termina con un generoso lavaggio in acqua corrente.

Se tutto è andato bene, il risultato sarà straordinario!

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